IFANTRIA AMERICANA (HYPHANTRIA CUNEA)
Vista la massiccia infestazione del 2025, non possiamo escludere che il fenomeno si ripeta anche per la stagione vegetativa 2026; le piante colpite in genere sopravvivono e ricostituiscono la massa fogliare, soprattutto se supportati con una buona irrigazione. Estensivi interventi di lotta in bosco
non sono praticabili, né consigliabili. Come avvenuto in passato, è probabile che il fenomeno si riduca di anno in anno, rientrando poi nella normalità. Per l’eventuale trattamento di singole piante o di piante nei giardini, si dovrebbe agire sulla prima generazione annuale (giugno) per ridurre la maggior presenza di larve nella generazione di agosto, che risulta spesso ingestibile.
COCCINIGLIA DAI FILAMENTI COTONOSI (TAKAHASHIA JAPONICA)
Sentito anche il Servizio Fitosanitario Regionale si consiglia a chi voglia intervenire sulle piante ornamentali di rimuovere i singoli rami infestati e di distruggerli. Per maggiori informazioni sulle specie e sulle indicazioni di trattamento si rimanda alle schede specifiche del Servizio Fitosanitario Regionale: https://www.fitosanitario.regione.lombardia.it/wps/portal/site/sfr/organismi-nocivi
POPILLIA JAPONICA
Questa specie non rappresenta un pericolo per la salute umana. L’utilizzo di trappole è fortemente sconsigliato in orti o giardini privati in quanto il loro potere attrattivo è di molto superiore alla capacità di cattura e di conseguenza la vegetazione che si vuole proteggere, foglie, fiori e frutti, subisce danni ancora più rilevanti. Per richiesta di informazioni scrivere a popillia@ersaf.lombardia.it
PROCESSIONARIA DEL PINO E PROCESSIONARIA DELLA QUERCIA
Le specie attaccate da T. pityocampa in ordine di preferenza sono Pinus nigra (pino nero), P. sylvestris (pino silvestre), P. pinea (pino domestico), P. halepensis (pino d’Aleppo), P. pinaster (pino marittimo), P. canariensis (pino delle Canarie), Cedrus atlantica (cedro dell’Atlante) e Larix decidua (larice comune). Oltre al danno diretto, le piante subiscono forti stress fisiologici che ne determinano un indebolimento generalizzato predisponendole all’attacco di parassiti secondari come coleotteri scolitidi e patogeni di debolezza. I peli urticanti che le larve sviluppano dalla terza età costituiscono una problematica sanitaria nelle aree frequentate dalla popolazione a causa delle reazioni allergiche che provocano a uomo e animali.
Si consiglia a chi volesse comunque intervenire sulle proprie piante, di prediligere metodi di lotta biologica, ad esempio il controllo delle larve in alimentazione può essere attuato con insetticidi biologici a base di Bacillus thuringiensis (var. kurstaki), evitando di utilizzare insetticidi di sintesi che non colpiscono solo i bersagli desiderati, ma uccidono insetti utili, impollinatori e organismi del suolo, compromettendo l’equilibrio ecologico. I residui chimici, inoltre, contaminano il suolo e le falde acquifere, con effetti nocivi su pesci e anfibi e si accumulano nei tessuti animali, uomo incluso.